Termine che generalmente si riferisce all'impasto di piastrelle porose smaltate e monocotte, con ciclo rapido, per il rivestimento di interni. Storicamente il termine è comparso nel 1982 durante la ricerca e la ratifica dei primi risultati che hanno consentito di ottenere piastrelle con buona resistenza meccanica, ritiro nullo o molto limitato, porosità abbastanza elevata, spessore sottile e ricoperte anche da smalti lucidi opachi come la tradizionale produzione di maiolica e terraglia. Le prime fritte per monoporosa furono preparate dal Dr. N. Tozzi mentre collaborava con SACMI Scarl (Imola) per lo sviluppo di questo nuovo prodotto che richiese la contemporanea definizione di smalti, impasto e ciclo di cottura. L’impasto di una monoporosa rossa differisce da quello di una maiolica per il minor contenuto di carbonati ed è una miscela di diverse materie prime fra cui possono comparire anche sabbie o argille sabbiose per eliminare la tendenza al cuore nero. E’ cotto nell’intervallo 1050°¸ 1100°C con ciclo di circa 40 minuti. L’impasto di una monoporosa bianca è simile a quello di una terraglia forte ed è cotto ad oltre 1100°C con cicli inferiori a 45 minuti.